COSA VUOI VERAMENTE DALLA TUA CARRIERA?
28 Aprile 2017
Massimo Paci

-Alcune persone sognano il successo… mentre altre si svegliano e lavorano sodo-

Per motivazione intendo la spinta ad agire, a mettere in atto comportamenti orientati ad uno scopo. Siamo portati a pensare che la motivazione sia qualcosa che dipende dalle condizioni esterne, che siano gli altri a doverci continuamente motivare, ma in realtà non è cosi. Tutti abbiamo motivazioni interne fortissime. Ho avuto la fortuna di giocare con Giuseppe Rossi e devo dire che, (all’epoca) nonostante la sua giovane età, è stato una grande fonte di ispirazione per la mia mentalità. Era continuamente motivato a migliorarsi, non smetteva un attimo di allenarsi duramente e qualsiasi erano le condizioni esterne, lui era sempre “carico”. A lui non servivano grandi stimoli esterni, aveva già tutto dentro di sé. A volte lo vedevo allenarsi con scarpe a 6 tacchetti di alluminio in campi davvero duri, un giorno gli chiesi il motivo, lui rispose che doveva essere abituato a quel tipo di scarpe quando la domenica sarebbe iniziata la partita, e non gli interessava se durante l’allenamento gli facessero male ai piedi. Arrivava al campo sempre prima degli altri, ed ogni fine allenamento spendeva del tempo per migliorare degli aspetti, che secondo lui, dovevano essere migliorati. Era facile immaginare che presto sarebbe arrivato in Nazionale. Quando hai una motivazione interna così forte, niente può fermarti. Un esempio di resilienza che ho sempre in mente, è Igor Budan. Giocatore eccellente, che nell’arco della sua carriera ha subito ben 7 operazioni alle ginocchia. A volte mi incoraggiava la sua forza, era sempre concentrato sull’obbiettivo e qualsiasi cosa succedesse, non perdeva mai il coraggio. Altri giocatori, nei suoi panni, molto probabilmente, avrebbero smesso già alla seconda operazione, accusando la sfortuna del mancato successo. È qui che sta la differenza tra le persone, nella capacità di far durare le proprie motivazioni nonostante tutte le difficoltà. La resistenza alle situazioni difficili, è legata al modo con cui elaboriamo la realtà e ci rapportiamo ad essa. Ci sono atleti che in allenamento non riescono mai a raggiungere certi livelli di intensità perché si proteggono più o meno inconsapevolmente dallo sperimentare gradi di estrema fatica.
-Credere che il nostro destino, sia determinato dal nostro talento, conduce alla passività e alla rassegnazione,è l’impegno il fattore decisivoe non il talento-

I 3 PILASTRI DELLA MOTIVAZIONE

VINCI O PERDI DENTRO DI TE
Il fattore trainante che ci spinge al successo non è il caso, ma il nostro impegno e la nostra volontà, questo aumenta il proprio potere sul proprio destino. Talvolta penso, che la “fortuna” debba sorridere, quando la accusiamo ed insistiamo, che l'unica ragione per cui non vinciamo, è proprio la sua mancanza. Un antico detto dice: “vinciamo o perdiamo dentro di noi”. Sappiamo, che c'è sempre la possibilità di vincere, ma quando non riusciamo a dare il nostro meglio, semplicemente non abbiamo affrontato la sfida nel dare tutto, nel dimostrare cosa significa grinta, nel continuare a giocare quando gli altri si ritirano. E' il tener duro che vince. Perdere, senza timore di cadere, se coraggiosamente abbiamo dato tutto, perché: cosa si può chiedere di più ad un uomo che dare tutto ciò che può.
Il coraggio di rialzarsi
CONTROLLA CIÒ CHE PUOI
Se ti lasci assorbire, coinvolgere o preoccupare troppo dalle cose su cui non hai controllo, ciò influenzerà in modo negativo le cose di cui hai controllo. L’unica cosa certa su cui abbiamo il controllo è il “dare tutto”, il resto ci toglie energie. Focalizzati sulla tua prestazione, non sui risultati
Non arrendersi mai
LA PAZIENZA DEVE ESSERE UN TUO ALLEATO
Qualunque cosa stiate facendo bisogna avere pazienza. I risultati la maggior parte delle volte non arrivano immediatamente. Molti atleti voglio tutto e subito e nel momento delle difficoltà si lasciano prendere dallo sconforto. Il successo è un qualcosa che va' guadagnato con il sudore della fronte. Avere fede, credere veramente che le cose funzionino, ammesso che facciamo tutto il necessario dovremmo fare. Abbiamo la tendenza di sperare che le cose andranno nel modo in cui vogliamo, ma non facciamo ciò che è necessario perché quelle cose diventino realtà. Per avere successo è necessario credere di avere successo.

Allenati come se fossi il n2 ma competi come se fossi il N1.

Non avere fretta di arrivare